Giovedý 15 Novembre 2018  
  logo inamef
 
 
News
Normativa
Galleria Fotografica
Video
Documenti
Links utili
 

Cos'├Ę la mediazione familiare. Lo spiegano due esperti

 

img/351mediazione.jpg?Siamo ormai diventati spettatori impotenti di violenze familiari; basta solo accendere il televisore e sentire con dolore che altri nomi, altri volti e altre storie si sono aggiunti nella lunga lista di violenze consumate tra le mura domestiche. Nella nostra società primeggia un impoverimento di valori, di amore, di tolleranza. Cosa spinge una coppia, due individui che si sono amati, che hanno costruito un progetto di vita, con i loro sogni, speranze, figli, ad odiarsi fino a farsi del male?

Sicuramente in molti penseranno: " ma si era un pazzo/a". Sar├á questo il motivo per continuare a non capire che quelle persone erano assolutamente normali, che erano un uomo e una donna che si sono innamorati e che sicuramente amavano tutto il bello della vita. Perch├Ę sono diventati cos├Č violenti, cosa li ha spinti a fare ci├▓ quando potevano lasciarsi civilmente?

Queste situazioni estreme si verificano quando si azzera la comunicazione tra i coniugi. E' allora che scattano meccanismi psicologici incontrollabili, originati dalla solitudine in cui si versa e che determinano rancori, insoddisfazioni, voglia di prevaricare sull'altro, visto ormai come un nemico/a e non pi├' come compagno/a di vita. Quando una coppia entra nel tunnel della solitudine e dello smarrimento l'unica gratificazione ├Ę quella di sentirsi vincitore sull'altro dimenticando il ruolo genitoriale e strumentalizzando i bambini.

La cosa pi├' naturale che viene da fare in circostanze simili ├Ę quella di scegliere subito un avvocato forte che diventer├á proprio alleato/a nell'intento di ridurre l'ex compagno/a in povert├á. Si studieranno strategie ignobili pur di vedere il nemico/a in uno stato di disperazione e prostrazione, ricorrendo finanche all'istituto della querela, seppur su circostanze risultate poi false, nell'intento di avere maggiore credibilit├á sugli organi inquirenti.

Creare situazioni come quella appena descritta non fa altro che innalzare il conflitto ed annientare il dialogo. Si tende a comunicare solo attraverso terze persone, delegando queste ultime a trattare tutte le questioni familiari e personali che scaturiscono dal conflitto. Si sa bene che molti genitori alle prese con una separazione difficile si sentono e si comportano da individui infantilizzati e passivizzati, ai limiti della patologia e della devianza, colpevoli, irresponsabili, individui che di fatto delegano la gestione dei propri affetti pi´┐Ż intimi, la quotidianit´┐Ż stessa dei propri figli ad altri, figli che spesso finiscono per trattare come preda e ostaggi, sentendosi gratificati dalla possibilit´┐Ż loro offerta dalla realt´┐Ż giudiziaria di entrare nel gioco del buono e del cattivo, dell'innocente e del colpevole, del vincente e del perdente, dal sentirsi dire "ci penso io", sottraendosi alla responsabilit´┐Ż di assumere decisioni che riguardano loro stessi e in particolare i propri figli rifiutando una elaborazione del conflitto.

Eppure il conflitto in s´┐Ż non ´┐Ż negativo. E' una forza neutrale, dalla quale si pu´┐Ż prendere spunto per la crescita e il cambiamento; la vita senza alcun conflitto sarebbe infatti statica. Ci´┐Ż che conta ´┐Ż se e come viene gestito il conflitto.

L'energia generata dal conflitto pu´┐Ż essere utilizzata in modo costruttivo, anzich´┐Ż distruttivo e, quando i conflitti vengono risolti in modo cooperativo invece che attraverso la contestazione, le relazioni possono uscirne migliorate e rafforzate. Se c'´┐Ż buona volont´┐Ż da parte dei disputanti, percezioni ed atteggiamenti reciproci possono cambiare e, in seguito, la mutata atmosfera di apertura, ascolto e cooperazione pu´┐Ż irradiarsi da essi ad altri membri della loro famiglia. Risolvere un conflitto raramente ha a che fare con chi ha ragione. Dipende semmai dal riconoscere e dall'apprezzare le differenze.

Questo percorso e l'analisi di tali aspetti pu´┐Ż certamente essere effettuato attraverso un percorso di Mediazione familiare. La mediazione familiare ´┐Ż uno spazio di incontro in un ambiente neutrale, nel quale i coniugi in procinto di separazione, gi´┐Ż separati o divorziati, hanno la possibilit´┐Ż di negoziare le relative questioni, sia negli aspetti relazionali che in quelli economici. E' un percorso assolutamente volontario, al quale la coppia pu´┐Ż aderire di propria iniziativa o dietro sollecitazione dal giudice. Anche in quest'ultimo caso l'adesione rimane sempre di natura discrezionale. Le parti in mediazione sono incoraggiate ad elaborare gli accordi che meglio soddisfano i bisogni di tutti i membri della famiglia, con particolare riguardo all'interesse dei figli.

Sottoporsi ad un percorso di mediazione familiare significa combattere il clima di catastrofe distruttiva e colpevole che circonda la separazione tra genitori, un clima che toglie fiducia e spinge alla delega, un cammino che restituisce alla coppia sia il ruolo di protagonisti della propria vicenda separativa che la fiducia nelle proprie capacit´┐Ż di dare continuit´┐Ż, pur nella separazione, alla rete di affetti costituita dal proprio nucleo familiare. Puoi non essere pi´┐Ż marito e moglie ma non puoi non essere pi´┐Ż genitore. Dai figli non ci si separa mai. Solo in questa prospettiva i figli continueranno a vedere i propri genitori come degli adulti che non hanno perso la propria capacit´┐Ż di avere cura e di provvedere ai loro bisogni materiali ed affettivi.

Va da s´┐Ż che le decisioni prese nell'ambito della mediazione dovranno rispettare lo schema legale, in quanto esse verranno comunque sottoposte al controllo ed alla successiva approvazione dell'Autorit´┐Ż Giudiziaria. La mediazione, infatti, vuole offrire uno strumento per meglio affrontare le questioni aperte all'interno della famiglia separanda e non sostituirsi all'ordinamento giuridico; in tal modo, si propone una diversa regola operativa, fondata sulla scelta e non sull'imposizione, sulla partecipazione e non sulla delega, sulla condivisione e non sulla contrapposizione.

Le decisioni adottate attraverso il processo di mediazione avranno sicuramente maggiori possibilit´┐Ż di essere rispettate di quanto ne abbiano quelle imposte dagli organi giudiziari. Gli accordi raggiunti, in ogni caso, saranno oggetto di valutazione da parte dei rispettivi avvocati di fiducia prima di essere sottoposti al vaglio del Giudice.

Ma chi ´┐Ż il mediatore familiare?

Il mediatore familiare ´┐Ż un terzo imparziale rispetto alla coppia che ha l'obiettivo di sostenere la coppia stessa durante la fase della separazione e del divorzio. All'interno di questo spazio neutrale il mediatore familiare si propone dunque come una risorsa specifica - alternativa al sistema giudiziario - volta a favorire la negoziazione di tutte quelle questioni relative alla separazione o al divorzio. Il mediatore incoraggia la coppia a strutturare gli accordi che meglio rispondono alle esigenze di tutti i componenti del nucleo familiare.

La coppia diventa protagonista nella gestione del proprio conflitto ed indirizza le proprie risorse per trovare un dialogo il pi´┐Ż possibile funzionale ai cambiamenti che si prospettano per tutta la famiglia. La figura del mediatore ´┐Ż ben diversa sia dalla figura dell'avvocato, che si batte per il riconoscimento dei diritti, che da quella del terapeuta, che interpreta lo stato mentale dei pazienti. Il mediatore ´┐Ż colui il quale persegue una dimensione di consapevolezza produttiva: cerca di aiutare i genitori a raggiungere uno stato mentale che renda possibile trasformare la chiusura e l'oppositivit´┐Ż in spiragli di apertura sufficienti per creare un clima in cui sia possibile immaginare soluzioni alternative.

Facilita la comunicazione tra i genitori affinch´┐Ż essi possano superare l'empasse del conflitto, negozino e trovino accordi equi e soddisfacenti per entrambi. E' colui il quale aiuta le parti in conflitto a riconoscere l'altro seppur nel disagio e nel dolore.

Il mediatore, per essere idoneo alla pratica della mediazione familiare, deve avere una formazione specifica che risponda agli standard minimi stabiliti dall'European Forum Training and Research in Family Mediation organismo di formazione ricerca e studio in mediazione familiare costituitosi nel 1996.
Nella delicatezza e specificit´┐Ż di tale ruolo e considerate le questioni da trattare, di contro, preme sottolineare quanto importante sia affidarsi a professionisti seri e qualificati.

Purtroppo, alcuni soggetti in possesso di pseudo titoli di qualificazione, rilasciati da chi organizza corsi di formazione per mero business economico, ritengono di poter esercitare, magari in parallelo e/o in abbinamento ad altro impiego ufficialmente svolto. Circostanze simili portano sicuramente ad avere poca attenzione nell'esercizio della mediazione a discapito dell'utenza prima e a danno della professione poi. Tale situazione di promiscuit´┐Ż potr´┐Ż risolversi con l'istituzione (gi´┐Ż in discussione in Parlamento) di un Albo specifico e subordinando l'iscrizione al possesso di titoli e C.V. adeguati. Nelle more ´┐Ż consigliabile fare riferimento a figure professionali facenti parte di associazioni gi´┐Ż riconosciute dal Forum Europeo per la Mediazione Familiare.

-----------
dott.ssa Teodora Tiziana Rizzo; dott. Antonio Anzilotti

Inserito il 29/10/2015
 
Iscriviti alla Newsletter
A breve disponibile..
 
Seguici su Facebook
 
INAMEF ę 2018 - Tutti i diritti riservati - Informazioni legali - Website by CreazioniWeb
Alla luce delle disposizioni di cui alla Legge 14 gennaio 2013, n. 4, il sito è in fase di aggiornamento.